Intestazione libretto di circolazione: molto rumore per nulla!

Intestazione libretto di circolazione: molto rumore per nulla!

È ora di fare chiarezza. Parliamo delle novità circa l’intestazione temporanea dei veicoli (comma 4-bis, inserito nell’articolo 94 del Codice della strada con l’ultima riforma, la legge 120/2010 e attuato dal nuovo articolo 247-bis del Regolamento di esecuzione), che tanti dubbi e allarmismo ha sollevato nei giorni scorsi. In prima analisi, è bene chiarire che l’obbligo di comunicare alla Motorizzazione il nome di chi utilizza per periodi superiori a 30 giorni/anno un veicolo del quale non è intestatario (come da libretto di circolazione) riguarda esclusivamente le situazioni nate a partire dal 3 novembre scorso. La casistica, poi, a cui si applica la nuova norma è composta da situazioni che esulano dalla vita ordinaria della maggior parte dei cittadini e delle imprese.

Ci viene in soccorso quanto specificato da Maurizio Vitelli, Direttore Generale della Motorizzazione: “La norma esclude tutte le situazioni in cui la natura dei rapporti intercorrenti tra proprietario del veicolo e soggetto che ne dispone abbiano rapporti di parentela. Quindi non riguarda, per esempio, il figlio che guida la macchina del padre o situazioni simili. La norma non si applica in generale a chi prende in prestito un’auto da un amico o un parente, perché queste situazioni non sono accompagnate da un contratto di comodato gratuito (una dei casi previsti dalle norme) in cui sia indicata la data di inizio del “prestito”. Sono esclusi anche i ”veicoli che rientrano nella fattispecie dei fringe benefit o delle vetture di servizio. Tra le categorie incluse, invece, ci sono le società di autonoleggio, i veicoli in comodato, quelli di proprietà di minorenni non emancipati e interdetti, quelli messi a disposizione della pubblica amministrazione a seguito di una pronuncia giudiziaria. Tutti casi in cui era necessario individuare uno strumento che permettesse l’identificazione certa del soggetto responsabile della vettura circolante e di eventuali violazioni al Codice della Strada. Inoltre – precisa ancora il direttore generale della Motorizzazione – un altro fenomeno che si è voluto contrastare con questa norma è quello delle intestazioni fittizie”.

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